maggio 17, 2024

I valdesi erano il popolo della Bibbia


Fin dal secolo XII "Barba" fu il nome tipico dato ai missionari valdesi. Chi desiderava consacrare la propria vita all'annunzio del messaggio della Bibbia, incominciava a frequentare, durante alcuni anni, una scuola come quella di Prà del Torno, dove imparava a memoria gran parte del Nuovo Testamento. Poi veniva consacrato al ministero intinerante e messo a fianco di un Barba più anziano chiamato "Regidor". E così a due a due compivano i loro viaggi missionari in Italia e all'estero.

I Barba erano ministri della Bibbia: Parola ispirata da Dio, il libro prezioso da imparare a memoria, i versi rivelatori del consiglio di Dio da trasmettere oralmente in ogni occasione, il tesoro scritto nascosto in mezzo alle mercanzie da offrire gratuitamente, il messaggio divino da portare fra i monti e le valli, nel freddo invernale e nell'arsura estiva. Questo era lo zelo e la passione per le pagine della più bella notizia scritta a tutti gli abitanti della terra. 

L' ardore per quel Dio che elargiva ogni provvidenza, ogni benevolenza e ogni protezione per compiere un compito arduo di proclamazione del messaggio biblico in tutta la sua pienezza (conosciuta a quel tempo) e vitalità che raggiungeva l'uomo e la società di allora nella realtà più concreta della loro esistenza, per lo più contadina, e come la sola risposta e soluzione al dramma umano e della morte.

Di questi uomini, miei padri valdesi, l'esposizione e la predicazione erano semplicemente e fortemente bibliche. L'esperienza provava, ad ogni angolo di strada, e dovunque la Parola fosse trasmessa alla gente comune, l'accentuarsi della "sete" di saperne di più, il bisogno di un insegnamento biblico che fortificasse nell' avversità della vita attraverso la conoscenza di Dio nei suoi caratteri e nella sua opera redentrice in favore degli uomini.

Lo scopo fermo, come colonne portanti di questi instancabili missionari intineranti, che dopo anni di istruzione biblica partivano consacrati fino alla morte al messaggio evangelico, era quello di diventare confessori della fede in Gesù Cristo. Questa non era un'attività accanto alle altre attività, (anche se a volte prendevano le vesti di venditori ambulanti di merce per le donne, cioè aghi, spilli, nastri ecc.) era il fondamento sul quale tutta la loro vita era costruita. Si trattava di edificare, nella comunione della fede nata dalla Parola, la comunità dei fedeli.

Erano consapevoli e capivano profondamente l'importanza di quelle pagine scritte, tanto da dedicarne l'intera propria esistenza a una consacrazione pratica e giornaliera nel recare faticosamente, alle genti il lieto messaggio "del regno di Dio, insegnando le cose relative al Signor Gesù Cristo con tutta franchezza" (Atti 28:31).

Ripetere versetti biblici a memoria era il modo di mettere la Bibbia a disposizione dei fedeli, diventando così il primo movimento rivoluzionario seguito poi dalle grandi rivoluzioni della storia della Riforma del XVI secolo, con lo slogan :"La Bibbia in mano al popolo". 

I versetti biblici erano la Confessione di fede dei Barba e dei fedeli.

"La Bibbia in mano al popolo" fece innescare l'idea che il protestantesimo riformato errò quando reputò che fosse sufficiente dar la Bibbia da leggere al popolo, con l'insinuazione da parte degli avversari che "ogni protestante è papa con una Bibbia in mano", allora si corse ai ripari denunciando un tale approccio come "individualismo". Voluminosi commentari della Bibbia furono ritenuti indispensabili per trasmettere gli insegnamenti biblici e questi attraverso la chiesa. La chiesa divenne insegnante, il popolo della Bibbia divenne il popolo della chiesa. Per mezzo dell'autorità conferita alla chiesa e al suo insegnamento la chiesa fu messa al centro e la Bibbia relegata allo studio mutevole delle epoche.

La chiesa non è maestra e insegnante infallibile, ma espone la verità di Dio, nel senso che la verità di Dio è alle sue fondamenta e deve rimanere inalterata, custodendo il sacro deposito affidato da Dio.

Alla Confessione di fede orale dei Barba si aggiunsero gli articoli scritti delle Confessioni di fede della Riforma centrate sull'autorità sovrana della Sacra Scrittura come alla regola unica di fede e dovere da diffondere mediante colportaggio, lettura e predicazione.

La Chiesa trionfante è quella confessante!

Nessun commento:

Posta un commento